Percorso “Pratiche di mindfulness per il benessere”

Percorso “Pratiche di mindfulness per il benessere”

E’ con piacere che vi segnalo un percorso che avrà l’obiettivo di  introdurre alle pratiche di mindfulness. Sarà l’occasione per addentrarci nelle pratiche collegate alle “quattro virtù incommensurabili” o Brahmavihāra. Queste sono derivate dall’approccio buddhista e sono intese come attitudini mentali positive che vengono sviluppate e sostenute attraverso la pratica di consapevolezza.

Sono definite come quattro qualità del cuore e sono: amorevole gentilezza, compassione, gioia compartecipe, equanimità.

Queste qualità sono, come dice Sharon Salzberg “la fonte del riconoscimento e dello sviluppo della nostra profonda connessione con la vita”. I Brahmavihāra sono pratiche che sviluppano la fede nel nostro cuore amorevole e nella forza della nostra connessione con gli altri.

Il primo Brahmavihāra è l’amorevole gentilezza, o benevolenza, (Metta in lingua Pali) riguarda l’amore incondizionato, puro. Praticare l’amorevole gentilezza risveglia la capacità si amare che è integra dentro di noi. (S.Salzberg, 1998). Con questa pratica impariamo a estendere la pace e la felicità non solo a noi stessi ma anche agli altri.

La seconda dimora divina è Karuna, implica prendersi cura della sofferenza altrui, come se fosse la propria” (B. Allan Wallace, 2000). Si differenzia dalla benevolenza perché pone l’accento sulla sofferenza. Il vedere, percepire la sofferenza dell’altra persona porta a desiderare che tutti gli individui ne siano liberi, che possa esserci il modo di uscire dallo stato di sofferenza. L’auspicio che si recita tradizionalmente infatti è, per esempio, “che tu possa essere libero dalla sofferenza e dalle cause della sofferenza”.

La compassione si concentra sul fatto che è possibile trovare serenità, equanimità, tranquillità e l’equilibrio della libertà (B. Allan Wallace, 2000).

Un poetessa e praticante di lunga data, Chandra Livia Candiani, pensa che “più che un sentimento allora, la compassione è un atteggiamento, verso di sé prima di tutto e poi verso il mondo, verso gli altri, non solo gli esseri umani ma anche gli animali, i vegetali, l’ambiente che ci circonda”.

Il terzo è Mudita, gioia condivisa, ovvero essere felici per la gioia di qualcun altro. Senza provare invidia o gelosia, oppure sminuiti dalla felicità degli altri.

Il quarto è Upekka, l’equanimità. Sinteticamente consiste nella capacità di essere in connessione con qualsiasi cosa accada, senza reazioni di attaccamento a qualcosa che ci piace o di fuga per qualcosa che non ci piace.

Approfondiremo tutti questi aspetti attraverso pratiche e momenti di condivisione.

Vi aspettiamo!

 

 

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