Lentezza e consapevolezza

Lentezza e consapevolezza

Oggi tutto è accessibile in pochi secondi, per alcune persone anche pochi minuti di attesa risultano intollerabili, riceviamo continuamente sollecitazioni e richieste di fare-tutto-subito. Ma perché non proviamo a rallentare? Procedere lentamente non vuol dire non fare.

La consapevolezza ha a che fare con la lentezza.

Se per caso vi imbattete, nelle vostre ricerche online sul tema mindfulness o meditazione, in articoli o indicazioni che vi fanno credere che basti poco tempo per cambiare vi consiglio di fermatevi un momento e approfondire meglio.

E’ vero che di per se non c’è nulla di difficile nella pratica di mindfulness ma non sempre è facile e soprattutto, per generare un cambiamento, ci vuole tempo. Occorre praticare con costanza, anche poco tempo ma ogni giorno in modo costante.

“Nel tempo, praticare lo stato mindfulness diventa un “piacere permanente”.  (Daniel J. Siegel)

Occorre procedere gradualmente, portare la pratica “formale” nella vita quotidiana per promuovere modifiche all’interno del nostro cervello che fortunatamente è plastico e dinamico.

In generale è necessario un tempo perché avvenga un cambiamento profondo e non superficiale. Ognuno di noi cambia con i suoi tempi e i suoi ritmi, non c’è uno standard. Se il cambiamento è profondo è più probabile che venga mantenuto e che sia davvero metabolizzato, incorporato, incarnato. Se è un cambiamento “sentito” e non solo pensato ecco che questo è il vero cambiamento.

Credo che la lentezza e la consapevolezza vadano a braccetto nel viaggio interiore che porta verso nuovi orizzonti dell’Essere.

 

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